Labin e le sue meraviglie

Dove si potrebbe andare ad agosto, organizzando all’ultimo momento, per trovare un mare bello senza spendere troppo?

Beh, per chi abita nel nord est d’Italia come me, ora posso senz’altro rispondere: in Croazia, più precisamente in Istria.

Dovendo andare in vacanza nel mese più affollato dell’anno, quest’anno ho però avuto la fortuna di scovare un posticino che ha superato di molto le mie aspettative.

Dopo aver ipotizzato che la costa orientale dell’Istria potesse essere meno congestionata di quella opposta, ho cercato sulla mappa, guidata solo dall’intuito, una località che per posizione potesse risultare appetibile… E l’occhio è caduto su un nome che mi è subito suonato accattivante: Labin, un antico borgo abbarbicato su un poggio collinare a pochi chilometri dal mare.

Labin

Anche le foto della costa trovate nel web promettono bene, per cui la meta è decisa, grazie anche alla disponibilità in paese di un alberghetto, dotato di antica loggia e punto di ritrovo di locali e turisti.

Scopro poi che si tratta di uno dei villaggi istriani d’impronta veneziana più caratteristici, nominato orgogliosamente “Art Republik” dalla amministrazione locale per mettere in risalto le piccole attività artigianali e artistiche sparse per le sue viuzze e i vicoli.

Chiesetta nella Città Vecchia di Labin

Esplorando i dintorni, mi accorgo che la semplicità e il gusto si riflettono anche nella gestione dell’ambiente naturale circostante. La macchia mediterranea, infatti, qui è lasciata libera di crescere praticamente ovunque, e a perdita d’occhio ricopre buona parte della costa, interrotta solo da poche strade e casette sperse.

Unica eccezione alla generale sobrietà dell’area è Rabac, stazione balneare ai piedi di Labin, molto – forse fin troppo – attrezzata per ospitare i turisti, con colossi bianchi, tra residence e alberghi, eretti a pochi metri dal mare. Percorrendo pazientemente la rumorosa passerella di Rabac in direzione nord, però, dopo un po’ si torna a camminare su di una tranquilla carrareccia. Ci si addentra in un bosco di pini marittimi che sembra riversarsi, tra frastagliati scogli bianchi, in un selvaggio Mar Adriatico.

Sicuramente fare il bagno a Rabac è piacevole, l’acqua trasparente è accesa da bei toni verde-azzurri, le rocce movimentano qua e là la riva, tuttavia il chiasso di sottofondo dovuto al brulicare di tanta gente copre troppo la voce del mare.

Per fortuna da queste parti è davvero facile trovare posti tranquilli, solitari o semplicemente più immersi nella natura! Le varie insenature in cui il mare s’intrufola creano baie e spiaggette spettacolari, alle quali si accede tramite brevi tratti su strada bianca o sentiero.

Un lembo di costa dell'Istria orientale, nei dintorni di Labin
Un lembo di costa dell’Istria orientale, nei dintorni di Labin

A Portolungo, ad esempio, i lati dell’istmo offrono accessi al mare sempre diversi e suggestivi: dal piccolo molo di Duga Luka, tranquillissimo per fare il bagno in santa pace in un’acqua verde smeraldo, alle rocce digradanti nel mare del suo lato nord, con la macchia mediterranea appena alle spalle.

Macchia mediterranea nei dintorni di Portolungo, Istria

Ma le meraviglie continuano: tra le piccole e grandi rientranze della costa si scoprono angoli sempre diversi, tra rocce di svariate forme, lavorate da vento e acqua, e depositi fluviali che regalano calette ciottolose. A chi piace camminare, la carta dei sentieri distribuita gratuitamente negli uffici turistici offre occasioni molto panoramiche per godere sia del mare che della natura, forte e selvaggia, di questi luoghi.

Incredibile ma vero, anche ad agosto qui ci sono spiaggette che paiono piccoli paradisi, in cui nuotare in acque cristalline, tra banchi di pesci colorati e profumo di salvia selvatica, lontani da qualsiasi rumore che non sia lo stormire del vento tra gli alberi e le strida dei gabbiani. Una di cui non svelo il nome per non togliervi il piacere della scoperta 😉 è raggiungibile in un’ora avanzando all’interno di un autentico orto botanico naturale, tra farfalle celesti, terebinto, agnocasto e ginepro. Un bagno di profumata biodiversità fino ad un’incantevole spiaggia di ciottoli appiattiti.

Alla sera, dopo la cena in uno degli ottimi ristoranti nella piazza della Città Vecchia di Labin, è bello perdersi tra le sue viuzze lastricate, tra gatti rossi e profumo di lavanda. Tra casette pittoresche, antichi palazzi barocchi e chiese, è facile lasciarsi avvolgere dal tranquillo scorrere del tempo che qui le ondate di turisti non sembrano intaccare.

Vicolo della Città Vecchia di Labin, alla sera

Oltre a tutto il resto del paese, degno di visita è senz’altro il museo comunale, che conserva diverse testimonianze delle vicissitudini storiche dell’antica Albona – o Labin – dalla preistoria alle epoche recenti, dall’annessione al Regno d’Italia alla costituzione della Iugoslavia, fino all’indipendenza nazionale croata, con accenni ai vari personaggi che si succedettero in questo luogo per difenderlo, dominarlo o saccheggiarlo.

All’interno del museo è possibile fare viaggi indietro nel tempo all’interno della miniera che sorgeva nei dintorni e che dava lavoro a migliaia di persone, teatro dei primi sommovimenti comunisti locali, o ammirare i sontuosi arredi di un’insegnante italiana molto amata che qui viveva ed esercitava agli inizi del ‘900.

Dopo 10 giorni di permanenza, riparto con la certezza che ancora molto, qui, c’è da scoprire ed esplorare, quindi… Arrivederci Labin!

Viaggio in Portogallo: Almada e i suoi dintorni

Cacilhas è un villaggio del comune di Almada, cittadina di circa 160.000 abitanti del centro-sud del Paese. E’ situata sulla sponda sud del fiume Tejo, che qui forma un lago interno prima di sfociare nell’oceano Atlantico.

Attraversando il rio in traghetto o su ponte 25 Aprile, è possibile arrivare in 10 minuti a Lisbona, la capitale, posta sulla riva opposta del fiume.

Ristorantini tipici

La tranquilla zona del porticciolo di Calcihas è caratterizzata da una ricca presenza di rinomati ristorantini distribuiti lungo la via pedonale Candido dos Reis.

Qui i gentilissimi portoghesi cucinano sapientemente carne e pesce freschissimo, mentre nelle tante “pastelarias” (pasticcerie) si possono gustare le squisitezze dolci e salate della tradizione gastronomica locale.

Un esempio? Il delizioso “pastel da nata”, dolcetto di pasta sfoglia ripieno di crema; o il pastel de bacalhau, farcito nientemeno che col baccalà.

Lo stile degli ambienti in cui si mangia è generalmente semplice: qui si brilla soprattutto per l’accoglienza, la qualità e la generosità dei piatti.

Lo stile portoghese

Lungo via Candido dos Reis, venendo dal porto, botteghine cariche di frutta e verdura fresche si affacciano sulla classica pavimentazione a ciottoli bianchi e neri. Le casette basse, affiancate, presentano le facciate decorate con la tipica piastrellatura (l’“azulejo”), con i serramenti bianchi. I piccoli poggioli in ferro battuto si sporgono appena dalle finestre e dalle porte finestre. Anche le chiese sono discrete, con tante raffigurazioni composte proprio con l’“azulejo”.

Almada vecchia

Almada offre agli occhi dei visitatori anche il bel giardino del vecchio castello, con vista su Lisbona e il fiume Tejo, e il centro culturale Casa da Cerca, alla quale si può accedere da Cacilhas tramite comoda passeggiata lungo l’estuario.

Casa da Cerca: cultura e natura

La Casa da Cerca è sede di varie esposizioni, tra cui “A luta continua”: la storia degli ultimi 140 anni del Portogallo attraverso le illustrazioni storiche pubblicate su giornali e riviste del tempo. Dai contrasti sociali degli anni ‘20 alla fine del regime totalitario del 1974, i disegni esprimono, con metafore e simbolismi, alcuni nodi della realtà politica e socio-culturale che il popolo portoghese ha affrontato negli ultimi tempi.

Viaggio Portogallo Almada

Come il Castello, anche Casa da Cerca è arricchita da un bel giardino, con una sezione botanica in parte allestito in serra. Qui è possibile riconoscere diverse piante grazie alle note didattiche che ne illustrano sia le caratteristiche sia gli usi e le lavorazioni. Tra le più comuni, si possono trovare il lino, il salice, il cotone, l’ulivo (da cui i portoghesi traggono un ottimo olio) e il pino marittimo. Quest’ultimo fu piantumato abbondantemente nel XVIII da re D. Joao V nella zona oggi denominata “Mata dos Medos”, lungo Costa da Caparica, per proteggere le colture dell’entroterra dall’avanzare delle dune. (continua)