Le favolose cascate di Barbiano, in Val d’Isarco

Appena varcata la soglia dell’Alto Adige, si entra nella provincia di Bolzano e ci s’imbatte in un insieme di località ed ambienti davvero suggestivi, con tanti punti d’interesse lontani dal chiasso cittadino.

cascata di Barbiano

Al confine con la Val d’Ega, la Val d’Isarco si allunga verso nord a 30 km di distanza dal capoluogo altoatesino, affacciandosi a ovest dall’autostrada del Brennero ed aprendosi a est verso l’Alpe di Siusi.

Il sentiero che porta alle cascate

La facile escursione che porta alle splendide cascate di Barbiano comincia appena oltre il paesino di 1700 anime posto poco sopra Ponte Gardena, proprio di fronte al fiabesco castello Trostburg.

panorama da Barbiano

Seguendo le indicazioni per le cascate riportate lungo la strada che porta a Barbiano, sarà possibile raggiungere lo spiazzo adibito a parcheggio e da lì cominciare questa bella escursione.

Maestosi castagni

Dapprima si cammina tra meravigliosi castagni, spesso secolari, che immagino comporre, in autunno, con le belle foglie ingiallite, un incantevole paesaggio che invece ora, a primavera, sprizza un verde luminoso ovunque. Un cartello rammenta ai viandanti che i preziosi frutti di questi imponenti alberi sono tradizionalmente vanto e fonte di sostentamento dei barbianesi, assieme alle dolci prugne coltivate localmente.

La cascata superiore

Le cascate di Barbiano sono formate da tre salti principali, che è consigliabile visitare interamente partendo da quello posto più in alto, a circa 1.200 m.s.l.m. Per arrivarci si seguono le indicazioni per la “Oberer Fall” (cascata di sopra), a cui si arriva in circa un’ora e mezza di cammino su facili sentieri che nei tratti esposti sono protetti da steccati in legno e corrimano, cosa che li rende adatti anche ai bambini.

Dal ponticello di fronte alla cascata più alta si può ben ammirare il salto di 45 metri di altezza che scarica l’acqua del rio Gander sulle pareti scolpite di porfido quarzifero, molto diffuso in zona. Diverse sono le comode panchine nei punti strategici del percorso, così da permettere frequenti soste in un luogo molto rilassante pur nella sua movimentata morfologia.

Le cascate di mezzo e inferiore

l'acqua che scorre sulla roccia liscia della cascata di sopra illuminata dal sole

A questo punto, per proseguire il tragitto alla scoperta delle altre due cascate, è necessario tornare indietro fino al bivio che a destra indica la cascata di mezzo. Lì ci attende un ampissimo, spettacolare belvedere sulla Val d’Isarco verso le montagne antistanti, tra le quali si distinguono bene i profili di Sciliar, Saltria, Bullaccia e Sella. Appena a destra del belvedere, si libera il salto della cascata di mezzo, che si apre larga verso valle. Dopo un immancabile sosta per ammirare il panorama, si prosegue in discesa avvicinandosi alla pineta. Scendendo tra comodi scalini di porfido ravvivati qua e là da quarzi bianchi e rosa, ci si imbatte nella cascata più bassa, che annega sul falsopiano della vicina pineta.

Il finale nel bosco

Il percorso ad anello si mantiene vario fino alla fine, regalando, nell’ultimo tratto, una magica incursione in un bosco di pini, che con le luci del tramonto si tinge di caldi riflessi. È consigliabile effettuare il giro in tarda primavera, poco dopo il disgelo, per ammirare le cascate con la massima portata d’acqua.

il bosco di pini con blocchi di rocce sparsi quà e là pervaso dai raggi del sole al tramonto

Un suggerimento per i più instancabili: continuando a salire lungo il sentiero oltre la cascata alta, è possibile arrivare ad un altro punto ameno del torrente, con un salto d’acqua più basso ma non meno affascinante corredato da piccole “piscine” naturali alternate a placche di roccia (attenzione al ghiaccio che può essere presente fino a primavera inoltrata).

PS: Per informazioni più precise circa le condizioni e le caratteristiche del sentiero, è bene rivolgersi all’ufficio turistico locale.

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