Avventure in grotta: la Rana sempre diversa

La grotta del Buso della Rana, per l’ennesima volta e sicuramente per tutte quelle a venire, non smette di sorprendere, deliziare e mettere alla prova chiunque la percorra, indipendentemente dal tragitto scelto. Ma che cos’è esattamente il cosiddetto “Buso” della Rana?

Più che il classico antro scuro, se non siete speleologi, potreste immaginare un insieme di grotte, meglio definito dagli addetti ai lavori come “sistema carsico”. Il Buso della Rana è quindi un’enorme cavità sotterranea composta a sua volta da cunicoli, sale e gallerie comunicanti tra loro, creati dall’azione dell’acqua su rocce che, per loro particolare natura (in questo caso carbonatica), si prestano ad essere erose.

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La magia è che, in sinergia con l’acqua, la roccia, in una certa misura, si cancella, per poi, come spesso avviene, ricrearsi in altre forme. Tutto scientificamente spiegabile ma non per questo meno affascinante. E la magia non finisce qui, anzi, è appena cominciata: esplorare il Buso della Rana significa percorrere una rete sotterranea di circa 34 km di sviluppo in cui si è costretti ad avanzare in modo sempre differente, in un ecosistema indipendente dall’esterno e popolato da stigobi (organismi viventi in ambiente acquatico sotterraneo). Si tratta di un mondo particolare, che vive in parallelo a quello esposto in superficie e che per questo può subire facilmente danni da azioni inopportune.

Indispensabile, quindi, prima di avventurarvisi, è acquisire le informazioni fondamentali su di esso, per rispettarlo ma anche per goderne pienamente, nella consapevolezza di ciò che si ha la fortuna di vedere.

Non bisogna comunque dimenticare che il mondo ipogeo è inospitale per l’uomo, comporta dei rischi per i quali è necessario essere preparati e accompagnati da persone competenti nel caso in cui ci si voglia metter piede.

Gennaio ha dato l’occasione a nuovi ardimentosi di varcarne la soglia, vittime di quel suo fascino misterioso che ai più, bisogna ammetterlo, incute più timore che attrazione.

Vedere la stessa grotta non è mai la stessa cosa; guardarla – e sentirla – nei panni di neofiti esploratori, la trasforma ancora.

Grazie ai partecipanti, che si sono lasciati accompagnare nel mistero con fiducia ed entusiasmo dal gruppo speleologico di cui faccio parte; la condivisione è un altro prezioso regalo di queste esperienze.


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