A passeggio tra favolosi vulcani spenti

La Colombara di Bastia, con la sua torre appariscente, fa da sfondo alla partenza di una camminata tra gli antichi vulcani spenti dei colli Euganei, toccando le valli Tofan e il Monte Spinazzola.

Sede del comune di Rovolon, in provincia di Padova, Bastia si pone al confine nord occidentale del parco degli Euganei e si collega per strada sterrata e poi sentiero ai 115 m.s.l.m. del Monte Spinazzola.

Da un punto di vista geologico, tutta l’area euganea è caratterizzata sia da rocce sedimentarie, risultanti cioè dall’accumulo di depositi perlopiù marini, sia da rocce magmatiche conseguenti ad eruzioni effusive.

Qui le rocce più vecchie sono date da affioramenti di rosso ammonitico, risalente a 160 milioni di anni fa, a cui seguirono, in tempi sempre più recenti, maiolica, scaglia rossa e marne euganee.

Rinvenibili soprattutto nella parte centrale del rilevo, le rocce vulcaniche sono invece costituite da basalti e vari tipi di magme acide, tra cui trachiti, ampiamente coltivate in molte cave della zona.

Il tragitto percorso oggi tocca una zona caratterizzata da acque sorgive interessante anche da un punto di vista ecologico per la presenza di specie tipiche delle zone umide, monitorate dal progetto comunitario Life Natura 2000.

La manifestazione è stata organizzata da varie associazioni, tutte dedite, seppur in modi diversi, alla salvaguardia dell’ambiente, per portare l’attenzione sull’emendamento che ridurrebbe la superficie del Parco alfine di contrastare il sovraffollamento dei cinghiali attraverso la pratica venatoria.

Mammifero presente come molti altri nel parco, il cinghiale è stato introdotto dall’uomo ed è divenuto rapidamente invasivo a causa della sua velocissima proliferazione. Inoltre, è un animale che si adatta bene a diverse condizioni ambientali. La sua presenza, però, crea da tempo anche svariati disagi.

Tra i più importanti, il pericolo alla viabilità per i frequenti attraversamenti stradali segnalati e il relativo rischio di incidenti. Frequenti sono i danni alle colture agricole arrecati da questo animale, il cui comportamento ha ripercussioni a volte negative anche sull’ecosistema naturale. Amante di aree con fitto sottobosco o macchia mediterranea, si ciba preferibilmente dei frutti di faggi, castagni e querce e necessita di pozze d’acqua nelle quali bagnarsi. Specie gregaria, tende ad avventurarsi tra le colture soprattutto quando il branco si destruttura perché in tal caso vi scarseggiano gli individui adulti conoscitori del territorio e quindi delle fonti di approvvigionamento naturali. Questo può accadere anche a causa di abbattimenti incontrollati come per altre specie di predatori (ad esempio i lupi).

Che dire? Aspettiamo gli sviluppi su una questione che interessa molte parti della nostra penisola e nel frattempo…godiamoci il verde che lentamente si risveglia sotto il gelo delle ultime settimane.

(Fonti consultate: Ispra – Parco Colli Euganei – Euganeamente – Veneto Agricoltura)



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