Un mare di plastica

un mare di plasticaIn questo ultimo periodo si sente spesso parlare di plastica, materiale sempre più diffuso, e del suo impatto ambientale. Ma quali sono le esatte proporzioni del problema? Fino a che punto e in quale modo si sta ripercuotendo sull’ambiente e gli esseri viventi? E quali alternative e prospettive abbiamo o potremmo avere?

A questi ed altri miei interrogativi sono riuscita a rispondere grazie al corso di aggiornamento Aigae, due giorni intensi con un esperto sull’argomento, Franco Borgogno (autore del libro “Un mare di plastica”). E’ stata una preziosa opportunità per avere un’ampia panoramica della situazione e per gettare uno sguardo anche sulle possibili soluzioni e alternative.

Il mare soffre da tempo

Qualcosa come trecentomila tonnellate di plastica galleggiano in mare, compromettendone pesantemente la vita. Se qualcuno non abita al mare potrebbe avere la sensazione che il problema non lo riguardi da vicino ma in realtà riguarda tutti indistintamente. Perché? Perché dal mare dipende la vita di tutti gli esseri viventi: grazie ad esso siamo forniti di acqua e di almeno il 50% dell’ossigeno che respiriamo. E non solo: leggete qui per capire quanto sia importante per la vita dell’uomo.

I ricercatori hanno scoperto che questo tipo di smog sta colpendo l’acqua in tutte le sue forme, ghiaccio compreso. Franco Borgogno ci parla infatti di una recente spedizione scientifica a cui ha partecipato in mar Artico organizzata dalla ong 5 Gyres durante la quale è stata rilevata una notevole presenza di plastica.un mare di plastica

Purtroppo la plastica che si nota in alcune spiagge o a pelo d’acqua, dove le correnti favoriscono più che in altre l’accumulo, è solo la punta dell’iceberg: il mare tende ad arenarla o affondarla.

Il più  forte impatto ambientale

“Inventata” nel 1862, la plastica è un materiale che ha segnato senz’altro una svolta importante nella vita dell’uomo. Nel continuare ad utilizzarlo però non si può continuare a prescindere dal suo impatto ambientale che, per le sue caratteristiche di durata, diffusione, volume e capacità di assorbimento, risulta essere il più invasivo.

un mare di plasticaMa che cosa può fare ciascuno di noi? Prima di tutto, non aspettare che il cambiamento venga dall’esterno. Quello che possiamo fare ogni giorno riducendo l’utilizzo della plastica, raccogliendola e differenziandola, ha un forte impatto positivo sull’ambiente. 

Non aspettiamo con le mani in mano che arrivino cambiamenti legislativi ed economici che invertano drasticamente questa rotta; potrebbe dipendere anche dal nostro comportamento. Cominciamo subito a compiere scelte quotidiane consapevoli, prese sulla base di informazioni corrette sul reale stato delle cose.

Le tre R

Raccogliere, differenziare e ridurre il consumo di plastica nella nostra quotidianità è di vitale importanza, così come acquisti e abitudini che tendono al al riuso, al riciclo e all’utilizzo di materiali alternativi.

un mare di plasticaGli esperti sottolineano che è importante cercare di ridurre il più possibile soprattutto la plastica monouso (ad esempio cannucce e bicchieri) e quella degli imballaggi, che non può essere riciclata.



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